Souvenirs

Andar per orti (e festival)

Di ritorno da Torino. Ventiquattro ore tra viaggio e lento passeggiare nel Potager Royal dei giardini della Reggia di Venaria, in questi giorni scenario della prima edizione di Ortinfestival, evento dedicato agli orti contemporanei, nato e realizzato grazie alla mente creativa di Vittorio Castellani (in arte Chef Kumalé) e del suo gruppo di lavoro. L’occasione per vedere la Reggia per la prima volta e rimanere stupita di tanta bellezza, nonostante il cielo grigio al momento dell’arrivo così diverso da quello pensato dal visionario fotografo Carl Warner, nella sua versione foodscapes della Reggia.

reggia collage

L’arrivo, dunque, in un luogo regale e nei suoi giardini, curati e valorizzati, aperti per l’occasione a produttori, designer, chef, creativi che per quattro giorni li invadono con rispetto, tanti colori, profumi e musica. Di questo festival ho amato ovviamente la collocazione, gli spazi aperti e l’atmosfera rilassata da festa per la fine della vendemmia, con musica itinerante che accompagna senza disturbare. Mi è piaciuto molto trovare produttori non conosciuti -nessun nome già visto in altre rassegne enogastronomiche- e scoprirne le storie. Ed infine, la bellezza delle idee sparse in giro, in modo apparentemente casuale, orti di ogni formato, contenitori verdi per tutti gli spazi.

collage orti

Mes coups de coeur

I formaggi dell’azienda agricola Marayn de Bartassac

Ecco, questa scoperta vale da sola il viaggio a Torino.
Lo stand ti chiama da lontano con il suo profumo intenso di formaggi. Poi ti attira con le sue tantissime piccole cassette ordinatamente esposte. Ognuna contiene un tipo di formaggio, di forma diversa, ma tutti sembrano all’aspetto quasi dei fossili.

 

collage formaggi

Sono, in effetti, formaggi molto stagionati, di capra o di vacca, avvolti alcuni nelle foglie di castagno, cosparsi di erbe, pepe, spezie. Fermarsi a parlare, rigorosamente in francese, con il produttore è un piacere. Spiega, racconta, descrive i suoi formaggi con l’amore di un vero appassionato. E li fa assaggiare in piccolissime scaglie, perché si tratta di formaggi intensi, un concentrato di profumi, un’esplosione di sapori mai aggressivi.

Lo street foood

Arrivare proprio all’ora di pranzo è stato casuale quanto ideale per essere aperti all’assaggio di più cibi tra quelli proposti. Tra i filari di alberi da frutto si apre la Corte del Gusto, un susseguirsi di cucine etniche, birrifici artigianali, chioschi che propongono cibo adatto a tutti. C’è spazio per la scelta vegan come per i piatti di carne, si passa dal fritto piemontese d’autore (della stellata Mariangela Susigan venuta al festival con uno speciale truck) alle empanadas, bevendo un buon pisco allo stand del Ristorante 1492.
Si può finire in bellezza con un gelato AgriSapori o le tartellette fiorite di Eatable, per poi aspettare l’ora di ricominciare.

Gli showcooking

Mi aveva attirato moltissimo il tema di questo incontro, oltre alla presentazione di Lucia Papponi fatta da Vittorio Castellani. Non una chef, ma una botanica che ha unito due passioni e cucina con fiori e piante spontanee. Aiutata da Mariangela Susigan che di erbe spontanee delle sue zone se ne intende tanto da farne menu stagionali nel suo Gardenia. Insieme hanno presentato un risotto con silene, toma e fiori di calendula e spiegato alcuni usi delle piante spontanee più conosciute.
Mi hanno aperto un piccolo mondo, dato ispirazione per nuove ricette, riacceso l’animo botanico.

collage showcooking

I produttori

Mulino Marello, specializzato in farine senza glutine, farine tecniche con varie miscele di mais e riso adatte ai diversi usi (non ho potuto resistere, ovviamente, all’acquisto delle due farine da pasticceria).

Essenzialmenta, azienda che produce menta e tutti i suoi derivati (la mia borsa profuma ancora per la bustina di zucchero che regalavano).

Sébastien Métoyer, maître chocolatier francese. Il suo cioccolato in granuli aromatizzati, da usare come un sale o un pepe, è geniale. Da provare, a breve, sulle fragole, quello al basilico.

Alta Langa, produttori di nocciole in una delle zone più felici per questo frutto. Le loro nocciole salate da aperitivo sono pericolose. Per questo ho preso solo quelle tostate e medito una bavarese con dacquoise da provare presto.

Carmazzi, un mondo di peperoncini. Piantine, ma anche qualche frutto, dal terribile Habanero alle altre varietà con nomi che già incutono timore. Riportati a casa con cautela e trasformati in una cremina arancione dall’apparenza innocua.

La Pachamanca

Antico rituale della cottura di carni e verdure in una fossa riempita di pietre precedentemente arroventate e poi coperta di terra. Presentato ad Ortinfestival dal Ristorante 1492 e dalla sua vulcanica proprietaria.

 

patchamanca

Newsletter

You Might Also Like

3 Comments

  • Reply
    Marcellagiorgio
    3 giugno 2014 at 23:22

    Il prossimo anno vengo anch’io!
    Giuro!!!
    Ma tu vieni al salone del gusto ad ottobre vero?

  • Reply
    La Dolce Peonia
    4 giugno 2014 at 16:44

    Cara Marcella, il Salone è nei miei pensieri e quest’anno spero proprio di venirci! Un abbraccio

  • Reply
    Una torta in vacanza
    24 giugno 2014 at 15:20

    […] sabato ad Ortinfestival, la domenica mattina a preparare una torta di […]

  • Leave a Reply

    Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.