Souvenirs

Elogio della Montagna (e dei suoi dolci)

Io amo la montagna. In ogni stagione, ma in particolare in estate. Oltre a permettermi di fuggire dall’afa cittadina e a rilassarmi molto di più di una giornata al mare, l’escursione in montagna è per me un modo per rinfrescare mente e corpo, per tornare all’essenzialità e alla semplicità.

collage indicazioni

Preparare uno zaino per tre giorni di camminata è un esercizio zen di cui ogni volta gioisco. Quella è la tua casa per alcuni giorni, deve contenere gli oggetti necessari e giusti, ma nessun eccesso per non appesantire le spalle. Quindi si diventa essenziali e si pensa bene alle scelte da fare. E questo è benefico anche per i pensieri, che prendono un andamento più lento, più spontaneo e diretto.

Per me la montagna è anche sinonimo di cibo, che si apprezza ancora di più dopo aver camminato tante ore, e di un certo tipo di cucina che mi ricorda una parte delle mie origini. Per metà vengo da un luogo in cui la polenta si fa anche in estate, c’è un culto dei formaggi d’alpeggio e la Valtellina è lì, a pochi chilometri, con le sue specialità a base di grano saraceno (i pizzoccheri, che ormai conoscono tutti, ma anche la polenta taragna e gli sciatt).
Le torte di montagna per me sono rustiche e profumate come uno strudel ed una crostata. Ma uno dei miei dolci preferiti è anche la torta di grano saraceno, mangiata tante volte nei rifugi dolomitici, semplice e sostanziosa con quello strato di confettura che diventa tutt’uno con l’impasto. Son dolci da merenda, non certo da fine pasto, che si mangiano con meno senso di colpa dopo aver camminato in salita per raggiungere il rifugio.

Però questa volta non ho fatto la torta di grano saraceno classica, ma la rivisitazione della sbrisolona in versione da montagna, perché avevo voglia di una frolla ma anche di ritrovare il sapore particolare del grano saraceno.
Il ripieno si può fare con mirtilli freschi (appena ci saranno quelli dell’Abetone, saranno perfetti) ma anche lamponi o confetture di frutti di bosco (in questo caso considerate che la torta sarà un po’ più dolce per la presenza dello zucchero della confettura, ma ugualmente buona)

collage seppia

Immagine 059

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sbrisolona di grano saraceno & mirtilli

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Cooking Time: 40'

Ingredients

  • 150 g di zucchero di canna
  • 100 g di farina tipo 0 debole
  • 100 g di farina di grano saraceno
  • 200 g di burro freddo
  • 50 g di nocciole tostate e tritate
  • 30 g di tuorlo d’uovo (il tuorlo di un uovo grande)
  • Mirtilli freschi o confettura di mirtilli

Instructions

1

Pesare in una ciotola tutti gli ingredienti esclusi il tuorlo ed i mirtilli. Lavorarli insieme con le mani fino ad ottenere un composto in briciole in cui non si vedano più i pezzetti di burro (un po’ come per un crumble).

2

Aggiungere il tuorlo e lavorare quanto basta per amalgamarlo. Mettere questo impasto in frigo per almeno mezz’ora.

3

Imburrare una tortiera di 24 cm di diametro e cospargere sul fondo circa la metà dell’impasto. Schiacciarlo leggermente e mettere al centro mirtilli freschi o della confettura, lasciando un bordo libero tutto intorno.

4

Coprire con il resto dell’impasto in briciole. A piacere guarnire con qualche mirtillo secco.

5

Cuocere in forno a 180 gradi per circa 40 minuti.

Se siete curiose/i del percorso che abbiamo fatto sulle nostre montagne, ecco un riepilogo con alcune informazioni utili dei nostri tre giorni per sentieri…

Escursione Appennino tosco-emiliano

 

Carte di riferimento: 17-19 e 21-22 Appennino tosco-emiliano, scala 1:25000

Giorni di camminata: 3

Livello: non ci sono difficoltà particolari sui sentieri percorsi, serve solo un po’ di adattamento alle salite e resistenza per il percorso lungo del secondo giorno.

 

Il Primo giorno

Siamo partiti dalla stazione di Pistoia con il treno delle 8.25 e arrivati a Pracchia alle 9. In stazione ci aspettava il signor Francesco, che con il suo pulmino ci ha portati fino a Case Corrieri, un borgo di case dopo l’Orsigna. Da lì è iniziato il nostro percorso a piedi.
Abbiamo percorso la strada che porta a Pian Grande, punto di accesso più vicino al Rifugio di Portafranca. Su uno dei tornanti abbiamo incrociato il sentiero n. 25 che taglia per il bosco ed arriva al rifugio dall’alto. In alternativa è  possibile anche seguire la strada fino in cima e poi percorrere il sentiero nel bosco per circa 20 minuti. Abbiamo camminato per due ore e mezzo, sempre nel bosco. A Portafranca ci siamo fermati per un paio di ore per pranzare e riposare.

Siamo ripartiti riprendendo il sentiero 05 che sale sopra il rifugio e poi si ricongiunge con il sentiero 00, in direzione Passo del Cancellino e Lago Scaffaiolo. Da qui abbiamo camminato senza troppi dislivelli, costeggiando il Monte Gennaio, oltrepassando la Fonte dell’Uccelliera fino al Passo del Cancellino. A questo punto, sempre seguendo la direzione Lago Scaffaiolo, il sentiero 00 sale verso il passo dello strofinatolo, per un dislivello di 215 m.

Arrivati in cima vediamo già la nostra meta -il rifugio ed uno spicchio azzurro di lago- ma anche tutto il percorso di crinale del giorno successivo. Dopo un po’ di riposo dalla salita abbiamo ripreso a camminare restando a questo punto sempre in quota, fino al Lago Scaffaiolo. Qui abbiamo cenato e dormito, oltre a goderci un meraviglioso tramonto.

Ore totali di camminata: 5, pause escluse

Dislivello complessivo: circa 800 m

Il Secondo giorno

Siamo partiti dal rifugio Duca degli Abruzzi in direzione Abetone, sempre seguendo il sentiero 00 (è molto consigliata una partenza la mattina presto perché questo percorso è completamente sotto il sole e, nonostante soffi un po’ d’aria, può risultare molto stancante).
Un altro consiglio (ci è stato dato dai gestori del rifugio) è di partire con 2 litri di acqua a testa, perché non se ne trova fin quasi all’Abetone.

Il tempo indicato è di 6 ore, ma noi ce ne abbiamo messe circa 7.30 comprensive delle pause per riposarsi e per mangiare qualcosa. Il percorso è tutto sul crinale, senza particolari difficoltà sul sentiero, ma con diversi dislivelli soprattutto nella parte finale. Non c’è alcun rischio di perdersi, seguendo sempre le indicazioni per l’Abetone.
Camminando abbiamo rivisto parte del percorso del giorno precedente ed anche le nostre successive mete, oltre alle montagne della zona, dal Corno alle Scale, fino ai monti della Garfagnana.

Ci siamo fermati per il pranzo solo dopo il Libro Aperto, al primo albero disponibile. Da qui, abbiamo proseguito attraverso un sentiero che passa nel bosco ed arriva in piazza all’Abetone. Qui le possibilità sono due, il nostro gruppo le ha sperimentate entrambe.

Prima opzione: pernottare all’Abetone, all’ostello o in uno dei tanti alberghi (noi per caso ne abbiamo trovato uno comodissimo ad un prezzo buono)
Seconda opzione: scendere lungo la strada del Brennero in direzione Fiumalbo fino all’impianto dell’ovovia per  il Monte Gomito (10-15 minuti a piedi). Prendere l’ovovia (attenzione, l’ultima corsa è alle 17.30) ed una volta in cima, uscire a sinistra e seguire le indicazioni per il Lago Nero (il rifugio è già visibile da qui). Con una camminata di circa 1 ora si arriva al Lago Nero dove si può pernottare ed utilizzare la cucina (il rifugio è molto spartano, ma in un luogo incantevole)

Ore totali di camminata:

7 e ½ , pause incluse, per la prima opzione

9, pause incluse, per la seconda opzione

Il Terzo giorno

Se avete scelto la prima opzione il giorno precedente (magari perché vi ha spaventato il numero di ore o i vostri piedi richiedevamo una pausa) oggi potete raggiungere, come abbiamo fatto noi, i vostri amici al Lago Nero, facendo lo stesso percorso, con l’ovovia ed il sentiero 00 che gira intorno al Dente della Vecchia.
Questo per noi è stato un giorno di relax. Una volta arrivati al Lago Nero abbiamo deciso di non pranzare lì ma scendere fino alla Casetta dei Pastori, lungo il sentiero che porta al Sestaione. Qui siamo nella faggeta e ci sono tavoli ed un barbecue utilizzabile. Dal Lago Nero ci si arriva in circa mezz’ora. Quando è il momento di scendere si prosegue lungo il sentiero fino al parcheggio del Sestaione. Se non ci sono amici a darci un passaggio per la strada statale o per Pistoia, si scende a piedi fino a Fontana Vaccaia, lungo la strada asfaltata che passa davanti all’orto botanico. Qui ci sono autobus che riportano fino a Pistoia

 

INFORMAZIONI UTILI 

Punti di rifornimento acqua

Orsigna
Rifugio di Portafanca
Rifugio del Lago Scaffaiolo
Fontana a mezz’ora dall’Abetone, lungo il percorso
Abetone
Lago Nero
Casetta dei Pastori

Riepilogo costi

treno Pistoia-Pracchia: 3,30 euro/persona
taxi Pracchia-Orsigna: 5 euro/persona
Rifugio Duca degli Abruzzi, Lago Scaffaiolo: 46 euro/persona (comprensivi di mezza pensione, birra all’arrivo e panino per il pranzo del giorno dopo)
Albergo Regine Abetone: 65 euro camera doppia, colazione inclusa
Lago Nero: pernottamento ed uso della cucina 10 euro/ persona
Spese per la cena, colazione e pranzo del giorno successivo: 15-20 euro/persona
Ovovia per il Monte Gomito: 8 euro/persona
Autobus per Pistoia: 4,20 euro/persona

Numeri e links utili

http://www.trenitalia.com/
Taxi Pracchia-Orsigna: signor Francesco Venturi, tel. 348 3201728
http://www.caipistoia.org/portafranca.html
http://www.rifugiolagoscaffaiolo.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_Scaffaiolo
http://www.albergoregina.com/
http://www.ostelloabetone.it/
http://www.caipistoia.org/lagonero.html
http://www.blubus.it/OrarioEstivo/EQ_54.pdf

Cosa portare assolutamente

Una crema solare con protezione molto alta
Cerotti per eventuali vesciche
Barrette energetiche, cioccolato e frutta secca

Ed il cibo?

Il primo giorno conviene portarsi con sé il pranzo (noi avevamo con noi i panini più classici e buoni per il pic-nic, con frittata e con cotoletta ed un dolcino per un po’ di zuccheri).
La sera si mangia al rifugio Duca degli Abruzzi, porzioni abbondanti, due portate con possibilità di scelta tra almeno 2 piatti diversi ed un dolce. Noi abbiamo mangiato tagliatelle e polenta chi con salsiccia, chi con formaggio e la torta fananina.
La colazione del giorno dopo è molto abbondante e con tanta scelta, utile per ripartire ed avere energie per diverse ore.
Ai gestori del rifugio abbiamo anche chiesto di prepararci dei panini per il pranzo del giorno dopo.
A cena se ci si ferma all’Abetone si può scegliere tra le trattorie ed i ristoranti vicini, se invece si sale al Lago Nero si può fare la spesa per la sera ed il giorno dopo ad uno degli alimentari che si trovano lungo la strada per l’ovovia.

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