Una fetta di torta

Strudel di mele

Da due anni sono tornate le vacanze in montagna.

Non più i trekking da rifugio a rifugio di qualche tempo fa, quelli che mi hanno portata con vari amici camminatori in giro per Dolomiti, alpi Orobie e Monviso con uno zaino che era come una piccola casa.

Adesso sono vacanze in cui la sera si scende di nuovo a valle, ma rimane tutto il resto, il verde sempre intorno a se’, quella stanchezza fisica bella e purificante e la sensazione generale di tornare all’essenzialità.

Resta anche il cibo di montagna, sempre amato, i piatti che ti gusti di più proprio per la fatica della camminata, per i metri di dislivello fatti, per quell’idea che da sempre abbiamo che la montagna metta appetito.

Che tu sia nelle Dolomiti, in Valtellina o in Val d’Aosta, ci saranno sempre una specialità locale, una polenta fumante ed un formaggio d’alpeggio ad aspettarti.

Ed i dolci, ovviamente, quasi sempre da forno, anche loro ricchi ed importanti.

In Alto Adige- la mia meta più frequente- troverai sempre la torta di grano saraceno con confettura di frutti di bosco, la Lintzer che inganna con il suo aspetto di semplice crostata, le torte di ricotta.

Ma anche il gelato di vaniglia con i lamponi tiepidi- per me ricordo inevitabile di quando andavo a sciare da piccola con i miei genitori- ed il Kaiserschmarrn, più che un dolce un pasto completo, una merenda ricca da offrirsi in un rifugio di alta quota, senza troppi sensi di colpa.

Ricette che spiegano bene la vicinanza con l’Austria, le tradizioni che intrecciano confini e scavalcano montagne, come è sempre stato.

Lo strudel è forse da sempre il dolce emblematico di queste zone ed a me piace moltissimo, perchè esalta la mela, il più versatile dei frutti usati in pasticceria.

strudel-post-2

E’ il primo che cerco nei menu, lo mangio con molta attenzione, soffermandomi sul tipo di pasta, l’equilibrio del ripieno, il giusto grado di dolcezza.

Quest’anno, in una vallata laterale della Val Pusteria, ho avuto la sorpresa di imbattermi soltanto in strudel fatti con la pasta frolla.

Alcuni veramente buoni e golosi- assaggiati con piacere- ma che avrei forse etichettato come torte di mele, quasi più vicini ad apple pies, con il ripieno e la pasta che si giocano il ruolo di protagonisti.

Lo strudel, per me, è invece da sempre quello preparato con una pasta speciale- tanto da prendere il suo nome- un sfoglia non troppo grassa che si riesce a stendere sottile, così sottile, si dice, da poterci leggere attraverso.

Così sottile da lasciare al ripieno il ruolo più importante, funzionando da discreto contenitore.

Ricorda quella di una baklava, con la quale ha di sicuro qualche grado di parentela.

strudel-post-3

La pasta prevede una lavorazione che funziona benissimo da antistress, una manipolazione vigorosa che dona- dopo il dovuto riposo- la giusta estensibilità.

E che si presta a molti usi, anche salati, proprio per la sua semplicità.

Il ripieno varia nelle proporzioni, ma prevede la cannella come ingrediente imprescindibile, e le mele tagliate sottili in modo che nella cottura formino una sorta di composta morbida ma consistente.

Le varianti sono infinite, come per tutte le ricette e sono certa che ogni famiglia avrà la sua versione.

Questo è lo strudel come da sempre è scritto nel mio ricettario, come lo faceva mia mamma che non aveva alcuna origine altoatesina e chissà dove aveva preso la ricetta.

Un dolce molto amato in casa, cercato in estate nei rifugi, riproposto in inverno all’arrivo delle mele migliori e sempre molto confortante.

strdel-post-1

Strudel di mele

Print Recipe
Serves: 10-12 Cooking Time: 1 h e mezzo+i tempi di riposo

Ingredients

  • Per la pasta
  • 250 g di farina (tipo 0 o 1) forte
  • 40 g di olio delicato (di semi di girasole, mais o riso)
  • 100-120 g di acqua (la quantità è variabile a seconda del tipo di farina)
  • Un pizzico di sale
  • Per il ripieno
  • 750 g di mele già pulite ed affettate sottilmente
  • 50 g di zucchero semolato
  • 20 g di pinoli
  • 50 g di uvetta ammorbidita in acqua o tè tiepidi
  • 1 cucchiaino abbondante di cannella in polvere
  • scorza di mezzo limone
  • un pizzico di zucchero vanigliato
  • succo di un limone
  • 50 g di pan grattato
  • 40 g di burro

Instructions

1

Per la pasta

2

In una ciotola mettere tutti gli ingredienti esclusa l'acqua.

3

Aggiungerla un po' alla volta per ottenere un impasto omogeneo e morbido ma non appiccicoso . Non è detto che serva tutta l'acqua indicata, perché ogni farina ha un suo assorbimento.

4

Lavorare bene l'impasto, come se fosse quello per la pasta fresca o un lievitato, a fondo, per renderlo liscio. Si può anche sbattere sulla spianatoia, cosa che lo renderà maggiormente estensibile al momento dell'uso (oltre ad avere un benefico effetto antistress!).

5

Mettere l'impasto da una parte coperto con un panno e una ciotola o una pentola passate prima sotto l'acqua bollente.

6

Lasciarlo riposare per almeno mezz'ora.

7

Per il ripieno

8

In una ciotola riunire e mescolare tutti gli ingredienti, tranne il pan grattato ed il burro.

9

Sciogliere quest'ultimo in un pentolino e farci tostare il pan grattato finché prende colore. Aggiungere al resto degli ingredienti e mescolare bene.

10

Riprendere la pasta e, sopra un canovaccio leggermente infarinato, tirarla molto sottile, aiutandosi prima con il mattarello e poi, delicatamente, con le mani, formando un rettangolo (lungo al massimo come la teglia del proprio forno).

11

Disporre il ripieno, compattandolo bene, su uno dei lati lunghi.

12

Avvolgere lo strudel aiutandosi con il canovaccio e chiudendo bene le estremità.

13

Farlo scivolare sulla teglia coperta di carta forno.

14

Cuocere a 180 gradi per 50 minuti circa.

15

Servirlo tiepido o freddo, spolverizzato con zucchero a velo ed accompagnato, a piacere, da crema inglese o una pallina di gelato alla vaniglia.

Newsletter

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.