Profumo di Francia

Un martedì insolito

Nella mia personale lista delle “cose normali” da fare in una città nuova, quando si ha la possibilità di viverla più a lungo del solito, compaiono varie voci, alcune legate alla curiosità per le abitudini locali, altre al miglioramento della comprensione della lingua.
Ho iniziato a studiare il francese da grande, qualche anno fa, dedicandogli una parte del mio tempo settimanale. Ho compreso la fatica di apprendere una nuova lingua da adulta, ma ho anche gioito per l’enorme soddisfazione di riuscire a leggere i primi semplici libri, quando le parole si fanno frasi e le frasi iniziano a prendere senso, continuità, immediatezza.
Dunque, questi 20 giorni parigini sono un’ottima occasione per la pratica. E nella mia lista compare anche la voce “andare al cinema”. La scelta del film, come di tante altre decisioni che prendo in questi giorni fatti di tempo prezioso ed unico, non è stata casuale. Ho dedicato la mia prima mattinata parigina ad una mostra particolare, quella dei disegni preparatori del mitico studio Ghibli. E lì ho scoperto che era nelle sale, proprio in questo periodo, il nuovo lungometraggio.

foto studio ghibli

Una settimana dopo, Pariscope alla mano, ho scelto la sala più vicina ed un orario curioso, le 13.30, per andare a vedermi “Souvenirs de Marnie”. Ma poiché tutto è sempre collegato, guardando sulla cartina la strada da fare, mi sono tornati in mente due posti che proprio tre anni fa in questo periodo erano stati meta di ricerche con le mie compagne di viaggio di allora (Cata, Chiara e Cristina). Quindi, sono partita per tempo. Ho camminato fino al Bar à soupe, per pranzare prima del cinema.

bar a soupe collage

Questo locale è stato una scoperta di un’amica e ci siamo, appunto, andate insieme tre anni fa. Lo ritrovo vivace e con un via vai continuo di persone, nonostante sia presto. La formula è semplice: ogni settimana cambia il menu, fatto principalmente da sei diverse zuppe, a cui si possono aggiungere insalate e buoni dolci.
A pranzo, la formule déjeuner permette di scegliere una zuppa, un pane abbinato, un’insalata (o, in alternativa, un formaggio o un dessert) ed una bevanda per 11,30 euro. Un pranzo caldo, sano e di spesa contenuta.
Tantissime persone lo usano in versione à emporter ed escono con i loro sacchetti gialli. Ogni dieci sacchetti riportati in buono stato, il locale offre un dolce, un modo originale e semplice per fare piccoli gesti contro lo spreco. La zuppa è l’ideale per queste giornate umide, il pane fresco, l’acqua è offerta dalla casa, un’abitudine che trovo estremamente civile. I dolci sono semplici cakes, torte e composte di frutta, con una buona scelta, in cui non manca una versione al cioccolato per chi, come me, si indirizza volentieri verso questo ingrediente.
L’ambiente è semplice, accogliente, dietro il banco oltre alle zuppe calde, si trovano sorrisi e gentilezza. E se si vuole portare a casa anziché la zuppa, una raccolta di ricette, c’è anche il loro libro, “Super soupes pour un repas complet !”.

Mi rimetto in cammino per il cinema, apprezzo l’orario originale pensando a come mi sarebbe utile in certi martedì pistoiesi, trovo una sala quasi tutta per me, siamo solo in quattro. Dopo il film- un’ora e mezzo di poesia e bellezza- ripercorro la strada verso casa fermandomi a La Cocotte, negozio di design consacrato alla cucina: grembiuli per grandi e piccini, tovagliette e canovacci originali.

lacocotte

Mi perdo anche in una libreria che si affaccia sulla strada. Trovo piccoli quaderni da regalare, una mostra curiosa, un signore gentile.
Mi immergo nello scambio verbale affettuoso tra il proprietario e una cliente abituale.

libreria rue

Riprendo la strada, pensando a quante librerie ha Parigi. Più o meno piccole, originali, specializzate, monotematiche (come non ricordare la Librairie Gourmande?), con vetrine pensate, con proposte non usuali.
La ricchezza di una città si vede anche da questo, mi dico.

libreria in giallo

 

Rientro a casa, tagliando per vie traverse, allungo la strada e aggiungo passi al mio girovagare, facendo il giro sotto i portici di Place des Vosges, proprio mentre il cielo concede un po’ di sole tra le nuvole di queste giornate.


perfb

 

Mi fermo a prendere del pane per la cena, proprio mentre tre bambini comprano la merenda, appena usciti da scuola. Un cartoccio di chouquettes…sarebbero state bene anche in accompagnamento al film.

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6 Comments

  • Reply
    Luca
    28 gennaio 2015 at 15:16

    Bonsoir, ma chére!
    Che bella narrazione, leggera e intensa ad un tempo. Grazie! Fai apparire Paris meno “fantastica”, ma molto più a misura di persona, intima, calda e accogliente……proprio come la vorremmo.
    Grazie, en attendant la prochaine…..

  • Reply
    La Dolce Peonia
    28 gennaio 2015 at 15:20

    Merci, mon ami 🙂

  • Reply
    Laura
    28 gennaio 2015 at 19:19

    Che bel racconto! E come e’ bello girovagare in un’altra città’ “gustando ” i particolari e lasciando sullo sfondo tutto ciò che è grande, imponente, affollato

  • Reply
    natadimarzo
    28 gennaio 2015 at 21:13

    Adoro Parigi e adoro il francese, e davvero vorrei poter passare qualche tempo lì o in qualche altra città della Francia per potermi sentire più padrona di questa splendida lingua. Andare al cinema la trovo un’idea fantastica per viversi la nuova realtà, è una di quelle cose che immediatamente mi farebbero sentire non un’intrusa in un mondo che non mi appartiene. Concordo che sì, assolutamente, la ricchezza di una città si vede anche dalle sue librerie. E il bar à soupe mi fa sorridere, adoro i posti del genere!
    Grazie per questi post parigini…spero di poter frequentare uno dei tuoi corsi quando tornerai, li tengo d’occhio da un po’ 😉

  • Reply
    La Dolce Peonia
    28 gennaio 2015 at 21:40

    Grazie, Nata di Marzo, spero anche io di conoscerti! abbiamo un sacco di cose in comune, mi sa 🙂 un abbraccio!
    Emanuela

  • Reply
    Marcellagiorgio
    28 gennaio 2015 at 22:39

    Grazie Dolcezza! Mi hai fatto fare un bel tuffo parigino in tutto quello che adoro!

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